Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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RECENSIONE CARTONATO A COLORI: “IL VENDICATORE”

vendicatore 1di Lorenzo Barruscotto

Un lampo squarcia il cielo notturno, reso ancora più cupo da grigi nuvoloni carichi di pioggia.

Una baracca in lontananza sembra essere un rifugio sicuro per ripararsi dal temporale che si sta scatenando ma ormai lo sapete, è sempre meglio dormire con un occhio solo se si vuole avere la possibilità di rivedere il prossimo sole.

E per conoscere questa regola basilare non serve avere molti anni sul groppone né molta esperienza di vita nella prateria: è puro e semplice buon senso.

L'avventura narrata in questo gioiello a colori getta luce su un frammento del passato di Tex, ancora giovane e scapestrato ma già letale ed infallibile con le pistole. Nella linea temporale della vita del Ranger, questo episodio si inserisce subito dopo la morte di Gunny Bill, l'esperto e simpatico soprastante tuttofare del ranch della famiglia Willer. Era stato proprio il vecchio Gunny ad insegnargli “un sacco di trucchi per estrarre la pistola e sparare svelto e bene”.

E' con queste parole infatti che lo stesso Tex lo introduce quando nel lontano albo numero 83 (“Il passato di Tex”) narra agli incuriositi pards la sua storia, mentre un succulento cosciotto di bighorn si arrostisce sul fuoco.

Sono certo che tutti voi ricordate quel leggendario racconto, che si dipana per tre albi e che vede il giovane Willer lasciare il ranch di famiglia per iniziare una vita errabonda e nel complesso abbastanza spensierata come “re del rodeo”, nonostante le sue Colt talvolta vengano chiamate in causa per lisciare il pelo a ricattatori, bari o farabutti che hanno la sfortuna di inciampare in un osso troppo duro. Non serve essere ranger per riconoscere la puzza di marcio quando la si annusa, non serve sottolineare come il mondo sia pieno di pendagli da forca e men che meno che Tex non è mai stato il tipo d'uomo che si volta dall'altra parte.

Come dicevo, il povero Gunny è stato da poco seppellito sulla sponda texana del Rio Grande dopo essere stato colpito alle spalle nello scontro seguito al tentativo di sfuggire alle grinfie dei Rurales, le guardie di frontiera messicane, che per caso erano giunti in paese e che avevano inseguito subito i due gringos prendendoli per banditi, dopo aver udito la sparatoria tra i due pards ed i veri banditi, lo stesso scontro che ha reso Tex un fuorilegge oltre la frontiera. Ovviamente il futuro ranger non ha fatto altro che difendersi da un gruppo di uomini che volevano riempirlo di piombo e gli stessi soldati spesso non erano migliori dei criminali a cui teoricamente dovevano opporsi, ma questo non conta e non cambia la montagna di guai che da quel momento in poi Tex sarà costretto ad affrontare.

Era infatti nel paesino di Jimenez, poco oltre il confine tra Texas e Messico, che i ladri di bestiame che avevano assassinato suo padre si erano rifugiati pensando che bastasse una linea su una mappa a metterli al sicuro dalla giusta vendetta.

Tra le fiamme dell'inferno forse stanno iniziando a capire quanto infondata fosse questa convinzione.

Noi tutti eravamo certi che i razziatori fossero stati eliminati completamente ma come ormai sapete, dal momento che è stato detto da canali ben più ufficiali di queste chiacchiere da saloon con cui vi intrattengo, ne sono rimasti altri in giro. Ed hanno tutti il dente avvelenato con chi ha fatto fuori i loro compari.

I tuoni si mescoleranno agli spari e le bocche delle Colt sputeranno piombo e fiamme più abbaglianti dei fulmini che vi saetteranno sulla testa.

Andare a cercare guai nella valle del Nueces è una pessima idea, che si tratti di voler sgraffignare del bestiame o peggio ancora di minacciare il fratello di un “diavolo scatenato”, non ancora al servizio della legge ma votato alla causa della sua giustizia. E diciamolo, è quel genere di giustizia che risolve i problemi in modo definitivo... c'è bisogno di qualcuno che la applichi anche affinché i galantuomini che non hanno molta dimestichezza con i ferri da tiro possano vivere tranquilli sulla loro terra.

Esattamente, compadres, Sam Willer, il fratello di Tex, è ancora vivo in questa storia.

Non è ancora caduto vittima di quello sporco raggiro messo in piedi da Tom Rebo.

Per togliere le ragnatele dalla vostra memoria, vi dico giusto due parole sulla sorte di Sam: dopo essere entrato in possesso anche della parte di ranch di famiglia che apparteneva a Tex, il quale gli lascia tutto per andarsene, si era trasferito dalle parti di Culver City, sempre in Texas, per insediarsi in un ranch di maggiori dimensioni.

Il padreterno locale, Tom Rebo appunto, aveva messo i suoi occhi da avvoltoio sulla grossa mandria che l'altro Willer, quello pacifico per intenderci, allevava ed era arrivato a rendergli la vita un inferno: cowboys minacciati, feriti o uccisi, bestiame disperso e rubato.

Da uomo pacato e ligio ai regolamenti, attitudine che lo aveva in diverse occasioni messo in disaccordo con Tex, molto più sanguigno e deciso nei suoi modi di agire, si era rivolto allo sceriffo ignorando che questi fosse foraggiato dallo stesso Rebo, il quale, forte della sua impunità, non aveva esitato a sparare al povero Sam a sangue freddo davanti a tutti, nel saloon del paese.

Fa quindi un certo nostalgico piacere rivedere anche se per un attimo proprio il buon Sam, per quanto il suo modo di fare sembri raggiungere un incredibile livello di ingenuità non riuscendo a rendersi conto che se necessario è inevitabile e sacrosanto combattere per difendersi.

Con il proseguire della lettura ci addentriamo sempre più in quella che potremmo definire la prima indagine di Tex, il quale anche se non è ancora un portatore di stella, dimostra già di saper trattare come si meritano canaglie e bandidos, senza guardare in faccia a nessuno pur di appurare la verità e punire i colpevoli.

Boselli cesella benissimo il carattere del giovane Willer, diverso dal calmo e granitico Aquila della Notte “odierno” ma per certi versi uguale a sé stesso, provocatore dal grilletto facile ma mai inutilmente crudele o assetato di sangue, leale negli scontri quanto già pieno di trucchi da fare invidia ad un Apache, capace di suscitare sconfinato odio da parte dei suoi nemici, incredulo terrore nelle menti degli sgherri che si chiedono come diavolo possa essere che “sia uno solo a sparare” ed immensa ammirazione nell'animo di chi sa di che pasta è fatto il ragazzo ma anche di chi è da anni al servizio della legge e che vede in lui un enorme potenziale o ancora di chi erroneamente si pensa sia una carogna senza scrupoli ed invece si rivela essere un combattente corretto ed un hombre dal cuore generoso che lotta per una causa perfino condivisibile da un certo punto di vista.

Spiacente, amigos, non mi sbottonerò di più per non togliervi il piacere di scoprire chi sono questi due personaggi, che hanno un ruolo a dir poco cardine nella vicenda.

Purtroppo non ci sono solo stelle di latta onesti, nel West come in tutte le epoche, e quando uno sceriffo si lascia comprare dai dollari del ricco possidente terriero locale, non può che significare una montagna di problemi per chi invece è onesto, specialmente se il suddetto possidente ingrossa le sue mandrie con capi rubati.

Addirittura i dollari potrebbero anche riuscire ad addomesticare la verità ribaltando la frittata.

Esatto, tira una gran brutta aria nella Nueces County, ma neanche spingendo il nostro cavallo verso il caliente Mexico, ci aspetta una tranquilla gita in campagna.

Per tagliare la testa all'organizzazione di razziatori di bestiame bisogna agire alla fonte: scoprire i mandanti. I balordi che hanno ucciso il padre di Tex in fin dei conti erano solo bassa manovalanza, pesci piccoli al soldo di qualcuno ben più potente. E' necessario distruggere sia chi ruba il bestiame ma anche chi lo compra senza farsi troppi scrupoli sulla provenienza delle bestie.

E questo non lo si può scoprire restando in Texas.

In che modo? Beh, con l'inatteso aiuto di qualcuno che risulta subito maledettamente in gamba e simpatico, qualcuno che senza saperlo pronuncia parole profetiche e che già ad una prima occhiata suscita ammirazione e rispetto. Un uomo che se da un certo punto di vista “è troppo onesto per capire” e non condivide il farsi giustizia da sé, dall'altro non esita a impugnare le armi e mettere in campo tutte le sue conoscenze ed esperienza per combattere in fin dei conti la stessa battaglia, in nome della legge.

Oltre il confine troverete uomini d'onore costretti ad avere fama di famigerati fuorilegge, indiani dalle temibili frecce avvelenate, cowboys al soldo di vigliacchi senza scrupoli travestiti da uomini d'affari, spietati bandidos dai larghi sombreros e dalle cartuccere traboccanti di munizioni, sole rovente, sabbia che rende la gola come rivestita di carta vetrata e viscidi serpenti a sonagli il cui tipo più pericoloso però è quello a due gambe.

Non sempre si può fare centro al primo colpo ed il giovane Tex Willer si sta ancora facendo le ossa.

Ma anche se per la sua mancanza di esperienza può venire sorpreso dalla piega che gli eventi prendono, questo non significa che ci metta tanto a decidere come regolarsi di conseguenza.

Non sentitevi troppo sicuri nel parlare del vostro piano anche se siete in un villaggio abbandonato, circondati da una trentina di uomini armati. Nelle ombre della notte si può nascondere un'insidia, un pericolo dalla camicia a frange e dalla mano dannatamente pesante, soprattutto se vi accarezza la zucca con il calcio di una Colt.

vendicatore 3Disegno di Lorenzo Barruscotto, tributo a Stefano Andreucci

Non servono confessioni, non c'è bisogno di sbucciarsi le nocche per far sputare la verità al verme inseguito fin lì dal Texas. E' bastato udire quello che lui ed il suo complice, il vero “jefe” dei bandidos, si sono detti. Ora tutto ciò che bisogna fare è filarsela alla svelta, cercando di schivare tutto il piombo con cui quel mezzo esercito di sgherri cerca di ricamarci la schiena.

Sarete testimoni delle strabilianti capacità di cavallerizzo di Tex che si adopera in vere e proprie acrobazie in sella per sparare e galoppare allo stesso tempo, aprendo larghi vuoti nelle file degli inseguitori.

Gli spettacolari disegni di Andreucci, che fa il bis, essendo già autore dello stupendo texone di quest'anno “Il magnifico fuorilegge” focalizzato anch'esso sulla giovinezza di Tex, risucchiano letteralmente il lettore dalla poltrona per catapultarlo sulle aride piste di Texas e Messico e tra polvere e nitriti anche a noi viene istintivo tenere giù la testa e spronare il nostro ronzino per non finire nelle mani di una masnada di pendagli da forca che non vedono l'ora di cuocerci a fuoco lento.

Ci siamo anche noi acquattati nella prateria a spiare il nemico con un cannocchiale mentre proteggiamo la lente con una mano per evitare di segnalare la nostra presenza con un lampo di luce, ci siamo anche noi tra gli avventori di uno scalcinato saloon di frontiera che assistono allo strano discorso di uno straniero dallo sguardo duro e dalle parole sprezzanti, ci siamo anche noi tra le fatiscenti case del villaggio di Piedras Negras, ben appostati con il nostro fucile, pronti a coprire le spalle ad un giovane avventato che ancora non ha la minima idea di chi siamo ma che al contrario noi conosciamo a fondo, più di quanto egli stesso potrebbe mai immaginare.

State attenti a non tradirvi sporgendovi troppo poiché è quasi l'alba e le stesse pagine emanano quella pungente luce che fa socchiudere gli occhi se si guarda il sole che sorge.

La colorazione di Matteo Vattani rappresenta un valore aggiunto in questo capolavoro fatto di carta e polvere da sparo: le fiammeggianti pistole che scandiscono il loro canto di morte, la lama di un coltello che scintilla ai primi raggi del sole, pronta a mordere le carni di un prigioniero in un'atroce tortura, i fuochi dei bivacchi che gettano danzanti ombre sui volti di chi osserva la scena, l'oscurità della notte interrotta da un fiammifero che viene acceso, nel buio il lampo inaspettato di un Winchester, la cui detonazione echeggia nel silenzio della prateria… tutte queste immagini e le relative sensazioni vengono create ed amplificate dal connubio di disegni e colori che quei due satanassi di Andreucci e Vattani hanno creato.

Quando la situazione risulta senza uscita è solo grazie ad un amico che riusciamo a salvare la pelle, anche se apparentemente la fine sembra essere dilazionata soltanto di qualche ora.

Era inevitabile che si arrivasse alla resa dei conti, e se abbiamo ricevuto un aiuto insperato, ora possiamo contare solamente sulle nostre forze per uscirne vivi.

Avete ragione, noi non siamo realmente al fianco di Tex ma è come se lo fossimo, tanto risulta coinvolgente la successione delle tavole, organizzate in modo da farci sentire l'incalzante angoscia che potremmo provare, trovandoci circondati da un numero esorbitante di nemici senza viveri né acqua e con le munizioni che calano a vista d'occhio.

Ma il trucco, quando si combatte, così come nella vita è non arrendersi mai, fin che si ha una pallottola in canna o fiato in corpo, perché può sempre succedere una svolta che ci toglie dai guai ed anche se non proprio con la pelle intatta, si può continuare a cavalcare in questa valle di lacrime. Beh, diavolo, non guardatemi così: non vi ho svelato niente e comunque lo sapete che Tex se la cava: deve ancora incontrare Dinamite, diventare un ranger, sposare Lilyth, raddrizzare torti insieme ai suoi pards per 70 anni e speriamo anche per i prossimi 70…

C'è un dubbio che ha fatto discutere alcuni lettori e che cerco adesso di dissipare: Tex ufficialmente diventa un fuorilegge dopo aver fatto giustizia degli assassini del fratello perciò quando termina questo volume, negli Stati Uniti non è ancora un ricercato. In Messico è un fuorilegge a causa dello scontro con i razziatori ed i Rurales, i soldatini “mangia-tortillas” come li chiama lui stesso.

E' dopo il repulisti a Culver City che il suo avviso di taglia inizia a tappezzare tutti gli uffici delle stelle di latta del West poiché lo sceriffo corrotto al soldo di Rebo è purtroppo uno dei pochi che si è salvato (anche se verrà “liquidato” in un'altra occasione) e quindi ha dipinto Tex come un sanguinario bandito.

Un altro che se l'è cavata è il braccio destro di Rebo, Coffin. E se ci fate caso è proprio con un certo Coffin in una città il cui nome allora veniva scritto “Calver City” che il fuorilegge Tex Willer si scontra nella prima storia in “La Mano Rossa”, titolo del volume gigante numero 1 o se volete ne “Il totem misterioso”, vale a dire la prima striscia, uscita nel 1948.

All'epoca la taglia sulla sua testa era di 1000 dollari, per poi arrivare addirittura a 10000, una gran bella sommetta (sproporzionata per l'epoca ma si tratta di cifre volutamente esorbitanti ed errori perdonabilissimi come abbiamo già detto in passato dal momento che in quegli anni non c'era modo di verificare ogni dettaglio prima della pubblicazione) mentre nell'avviso di taglia che compare nell'ultima pagina di questo cartonato, e che tanto sgomento ha causato, campeggia la scritta 300 dollari. Inoltre Tex ufficialmente sarà ricercato per omicidio e non per furto di bestiame come invece la scritta “rustler” suggerisce nell'avviso a colori.

Comunque volendo dare credito alla mia versione o avendone una tutta vostra, anche considerando “la questione soldi” un mero dettaglio, in ogni caso pare che la faccenda non sia ancora finita e stando ad alcune voci potrebbe esserci in futuro un nuovo episodio legato a doppio filo con questo appena terminato dove probabilmente sarà raccontato ciò che accade in modo che il giovane Willer non sia un ricercato quando si trova a vagare per il Sud Ovest diventando un “re del rodeo”. Di sicuro, non ci starebbe male, anche per far contenti tutti i texiani, sia quelli che si sono fatti una loro opinione sia quelli che gridano all'errore.

Sono state espresse numerose ipotesi anche piuttosto fantasiose o si è caricato a testa bassa sostenendo che è stata causata una gran confusione. Può darsi che mi sbagli e come ho già più volte asserito ciò che dico non è oro colato ma suppongo che gli autori non siano incappati in una svista così colossale, al contrario dell'opinione di molti, ma che ci sarà un valido motivo, magari diverso dalle ipotesi che ho avanzato io, anche per aver sottolineato la presenza di quel famoso avviso di taglia.

Ad esempio non era insolito che ricconi, proprietari di grossi appezzamenti o di enormi mandrie ricorressero a metodi alquanto sbrigativi per risolvere certi problemi, senza passare attraverso i canali legali ma mettendo vere e proprie taglie sulla testa di uomini ed avversari che rappresentavano una spina nel fianco per la loro attività, come accadeva per le “guerre dei pascoli”, alcune divenute tragicamente famose, come quella della Contea di Lincoln, anche raccontata seppur in modo romanzato in diversi film western classici. Erano taglie non ufficiali ma che facevano comunque gola a bounty-hunters o pistoleri prezzolati che uccidevano per vivere

Quindi può anche darsi che si tratti di un caso del genere.

D'altra parte manca ancora qualcuno all'appello, qualcuno che potrebbe essere proprio uno dei responsabili della comparsa di quell'avviso di taglia e se farete attenzione nella lettura capirete anche voi che non è ancora possibile scrivere la parola fine sulla faccenda una volta per tutte.

C'è ancora un aspetto sul quale far luce, di sicuro le Colt avranno ancora occasione di dire la loro e prima di trovarsi per le strade di San Antonio e venire ingaggiato come cowboy, il futuro Aquila delle Notte avrà forse occasione di chiudere il conto anche con chi non ha ancora pagato.

E se su certe cose si possono avere dei dubbi, questo invece ve lo posso mettere per iscritto: Tex Willer non dimentica.

 

Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Stefano Andreucci

Colori: Matteo Vattani

50 pagine

vendicatore 2

Disegno di Lorenzo Barruscotto, tributo a Stefano Andreucci

 

 

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