Fumetto d'Autore

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Metafora calcistica: si scrive Double Shot, si legge Lion

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lioncomics
Moleskine #74

La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.

Metafora calcistica: si scrive Double Shot, si legge Lion

di Giorgio Messina

Immaginate di comprarvi il Milan e che poi, per vincere lo scudetto, vi compriate solo giocatori di serie C. Nessun fuoriclasse. Nessun top player. Solo giovani promettenti provenienti dalle serie inferiori. Ecco, la Lion, la divisione di RW Edizioni, il nuovo soggetto editoriale che ora gestisce i diritti DC in Italia in orbita Alastor, in fin dei conti, al momento, è esattamente questo. Potenzialmente il secondo editore italiano di fumetti supereroistici dopo la Panini, realisticamente un oggetto volante non ancora identificato.

Sgombriamo subito il campo però da alcuni dubbi. Innanzitutto va riconosciuto a Pasquale Saviano, dominus di Alastor e ora CEO di Lion/RW, che ogni volta che sembra che stia per avviarsi - imprenditorialmente parlando - verso un vicolo cieco, ecco che ha l’abilità di tirare fuori un inaspettato asso dalla manica e di sparigliare le carte sul tavolo cambiando d’improvviso la situazione in essere. Planeta abbandona l’Italia dopo 5 anni di investimenti - anche massicci - e di - altrettanto massicci – errori? (Quasi) tutti danno per (quasi) condannata Alastor privata dell’editore di maggior fatturato? Ecco che il Saviano - mutatis mutandum – quasi “berlusconianamente” scende in campo direttamente trasformandosi anche in editore. Così arriva l’acquisizione dei diritti DC e la nascita di RW/Lion. Pasquale Saviano, in questa situazione, ricorda molto quei giocatori d’azzardo nel vecchio far west, che per non perdere 1 dollaro se ne giocavano 5. Anche questi hanno contribuito con il loro eroismo al tavolo da gioco alla conquista del west. Ma questo non è un saloon, questo è il fumettomondo. Chiariamo quindi a questo punto che i dubbi che nutro nell’osservare i primi passi DC comics della neonata RW/Lion non sono solo miei in questo gennaio 2012 che registra il passaggio di testimone con la Planeta. Scrive in un commento, ad esempio, Domenico Bottalico di Mangaforever: «non posso non essere d’accordo sulla questione dei nomi in seconda di copertina su cui ci sarebbe molto da riflettere anche nell’ottica della qualità dell’editoria italiana a fumetti…»

In rete la scesa in campo della RW/Lion e l'operato della redazione messa in piedi, i Saviano Boys, ha diviso il pubblico degli acquirenti che commentano on line. Equamente si schierano in falchi e colombe. I falchi, abituati a contestare alla Planeta qualsiasi refuso, alla RW/Lion contestano non solo i refusi, ma anche la grafica, la qualità di stampa e della carta e alcune scelte poco felici come, ad esempio, l’avere usato scansioni, in mancanza di impianti originali, per presentare alcune storie nei numeri zero (e i numeri zero non sono forse i biglietti da visita di un editore di questo calibro?). Le colombe invece, dopo avere anche esse, fatto i falchi contro la Planeta, nei confronti della RW/Lion sono improvvisamente garantisti e chiedono tempo per potere giudicare. Bisogna insomma smetterla di criticare la RW anche se sbaglia, perché bisogna dargli tempo di rodare con calma il nuovo ingranaggio editoriale. Sergio L. Duma, sempre di Mangaforever, è arrivato anche a scrivere dei "denigratori" della RW/Lion quanto segue: «Questo perché i fumetti in Italia sono letti anche da una minoranza di bimbominchia che, invece di aspettare e concedere un periodo di rodaggio a un’etichetta ai nastri di partenza, sbraita e protesta, essendo composta da gente simile a quei bambocci viziati che si fanno cucinare il pranzo dalla mamma per poi dire che il suddetto pranzo fa schifo.» Insomma chi si lamenta oggi delle scelte della Lion è un bimbominchia, mentre quando si lamentava della scelte della Planeta aveva tutti i sacrosanti diriti di lamentarsene.

In mezzo a questo doppiopesismo si colloca la scelta di Pasquale Saviano di innestare nella redazione della RW/Lion (22 uscite al mese) - praticamente in toto - i tipi della Double Shot (10 uscite l’anno) . La redazione della RW/Lion è stata poi completata con curricula infarciti di mogli, amici forumisti, e carneadi vari ed eventuali. Assenti (quasi del tutto) i professionisti di lungo corso. Ora, sono sicuro che i più attenti tra i lettori mi contesteranno il fatto che negli anni belli che furono, quei venti anni orsono, quando per i supereroi la facevano da padroni la Star Comics e la Play Press, i redattori delle due case editrici, i vari Bottero e Lupoi per semplificare, erano all’epoca degli illustri sconosciuti. Vero. Ma è anche vero che quando la Play e la Star riportarono i supereroi definitivamente con forza in edicola si veniva dal buco nero successivo all’era Corno. E dove si sarebbero potuti e dovuti formare le nuove leve se l’affondamento della Corno aveva quasi estinto il supereroe dal panorama editoriale italico in edicola?

Con questo voglio dire, cari lettori, che l’esordio non esaltante dei Saviano Boys (redattori che si scusano pubblicamente con i lettori dei loro errori dicendo che è il loro primo incarico…) nel nuovo corso editoriale degli eroi DC, Batman e Superman su tutti, in Italia in questo 2012 dipende molto anche dalle scelte dei giocatori selezionati per vincere lo scudetto. Se vuoi competere con la Panini e con l’esperienza più che ventennale dei loro editor e traduttori di spicco, ci voleva qualcosa di più di una banda di giovani promesse. Ci voleva quantomeno un nome di spicco. Un addetto ai lavori di comprovata esperienza per ricoprire quantomeno il ruolo di direttore editoriale. Uno, ad esempio, come Andrea Materia. Uno che insomma sa dare una direzione perché ha l’esperienza per poterla dare.
Per continuare nel paragone calcistico, non è forse Pirlo, giocatore intelligente e di comprovata esperienza, che fa la differenza nella Juventus 2011-2012? E se prendi il Pescara, nuova provincia di Zemanlandia, che così bene sta facendo in serie B, non è che in serie A possa puntare allo scudetto... A meno che non si giochi con la Playstation... Senza fuoriclasse, puoi parlare di scudetto o zona Champions, ma poi rischi di finire a lottare per non retrocedere. Un esempio? La Sampdoria 2010-2011 quando Cassano e Pazzini andarono via. Speriamo che non sia il caso di Pasquale Saviano e dei Saviano Boys. Sicuramente per potere competere con la Panini quello che per ora è stato messo in campo dalla RW/Lion non basta.

Visto che ormai ci troviamo in mezzo ad un bipolarismo editoriale “perfetto” tra PAN-Panini e Alastor-RW/Lion, auguri sinceri ai Saviano e ai Saviano Boys e occhio al mercato di riparazione. La storia dei supereroi DC comics in Italia insegna.
lion-gerenza-gennaio-2012
Ps: i simpatici amici "fintamente goliardici" del bar dello sport (sempre più infarcito di addetti ai lavori e ai livori) si sono andati a ritirare, anche loro, in una stanzuccia segreta per continuara a insultarci e a (s)parlare di Fumetto d'Autore. A volte andarsi a nascondere è la migliore scelta possibile. Li applaudo, anche se potevano pensarci prima a togliere il disturbo pubblicamente. Questo articolo, però lo dedico a loro "baristi", soprattutto perchè uno di costoro adesso è diventato anche uno dei membri della redazione di RW/Lion. Ormai per fare carriera nel fumettomondo fanno curriculum anche i post nei forum fintamente goliardici.

Comments

avatar Ricky
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Metafora calcistica perfettamente azzeccata. "Nessun fuoriclasse. Nessun top player. Solo giovani promettenti provenienti dalle serie inferiori" o dai forum, se proprio vogliamo essere precisi. L'espressione "potenzialmente il secondo editore italiano di fumetti supereroistici dopo la Panini" non è esatta per il semplice motivo che, in questo momento, la Panini è monopolista di fatto del mercato dei supereroi (anche se non più con le vendite di un tempo). Dopo la Panini c'è il vuoto assoluto e l'assenza totale di concorrenza. Un dato di fatto reso ancora più evidente dal circuito in cui sono distribuiti oltre il novanta per cento dei titoli di questa nuova etichetta (quello delle fumetterie, un circuito in via di estinzione). Con questi presupposti è difficile pensare che la DC in Italia possa recitare un ruolo anche lontanamente vicino a quello della Marvel (che può contare sulla esperienza pluriventennale dei suoi referenti italiani). Un altro dato che coviene tenere presente è l'assenza totale di mercato della DC: si, in Italia la DC non ha mercato, Superman e Batman sono noti come icone culturali non come personaggi dei fumetti. Lo stesso Batman si regge sull'appoggio di poco più di un paio di migliaia di fan e niente più. Gli altri personaggi DC (Lanterna Verde, Flash, Wonder Woman, ecc.) sono sconosciuti al grande pubblico e la loro proposizione in edicola è improponibile nelle attuali condizioni di mercato. E' vero, la Planeta in cinque anni ha fatto tanti investimenti, ma non li ha impiegati nella maniera giusta (giusta con riferimento alla situazione italiana della DC). Dal 2006 al 2011 è stata assicurata copertura totale al DCU di ieri e di oggi, per i fan una vera e propria manna dal Cielo, ma non è stato aperto un mercato duraturo, perchè la scelta dell'editore italo-iberico è stata quella di focalizzarsi sulla co-produzione. Forse non sono stati consigliati bene e forse si sono fidati delle persone sbagliate, ma è certo che l'abbandono della Planeta ha aperto un vuoto ancora oggi non colmato. L'accentuarsi della crisi, poi, ha dato il colpo di grazia: i diritti di Superman e soci hanno perso tanto del valore che avevano 6-7 anni fa e non è una sorpresa che nessun editore di grandi dimensioni si sia fatto avanti per un coraggioso investimento. Questo spiega perchè, alla fine, i diritti DC sono finiti nelle mani dei distributori (anche in Spagna). Per i fan italiani un duro colpo: un gigantesco passo indietro che ha riportato tanti ai tempi pioneristici delle prime pubblicazioni Play Press, non solo come qualità editoriale, ma anche come contenuti. Eppure proprio sugli albi Play tanti giovani si sono formati e hanno maturato tanta esperienza. Giorgio Messina ha ragione quando sottolinea, in termini metaforico-calc istici, che si dovrebbe ricorrere al mercato di riparazione, però è anche vero che i nomi da lui fatti (Alessandro Bottero, Andrea Materia su tutti) non è che costano pochino. Sarebbe come se una squadra come il Parma si mettesse in testa di comprare qualche glorioso campione del Barcellona o del Manchester United. Servono soldi, soldi veri, caro Messina, nè è possibile avanzare proposte tipo "ok, per ora ti pago in fumetti, poi si vedrà", o ancora "non ti posso dare soldi, ma ti offro la possibilità di metterti in luce come editor (che parola grossa!) di una testata dedicata a...". I professionisti costano, Messina.
Riguardo alle critiche del nuovo editore/distributore, non si poteva pensare di ottenere un risultato diverso: in cinque anni, tanti forum sono stati usati per inscenare una aggressiva campagna mediatica contro la Planeta, esaltando anche il più piccolo errore. Molti ci hanno creduto e ora pensano che sia normale avere un albo senza errori, poi ci mettiamo la povertà della grafica, la qualità non eccezionale delle traduzioni, i refusi, gli errori di grammatica/punteggiatura, i prezzi fuori mercato, ecc. Insomma, alla fine un polpettone che piace a pochi, troppo poco saporito e poco digeribile. Si, dispiace vedere editoriali che fanno rimpiangere e apprezzare quelli della Planeta (dei pur bravi Fran San Rafael e compagni), ma basta dare un'occhiata ai capolavori che scriveva Andrea Materia sul mensile di Flash (ed. Play Press) per capire come si dovrebbero scrivere veri editoriali, pieni di informazioni e di spunti di interesse per i lettori e vergati con una forma stilisticamente inarrivabile anche per molti editor panini. No, per ora non ci siamo. Non ci siamo proprio. Panini, per ora, è inarrivabile e non è nemmeno lontanamente in vista. Sul piano della qualità c'è anche da dire che rispetto al passato non è cambiato nulla: la struttura che si occupava di adattare gli albi Planeta al mercato italiano è andata a formare la nuova creatura con gli stessi problemi e motivi di polemica che facevano arrabbiare tanti lettori (si, ok, alcune di quelle polemiche erano strumentali, ma hanno fatto scuola). Ora qualcuno invoca periodi di rodaggio! Che assurdità: se il rodaggio non è stato concesso alla Planeta, come si può sperare di concederlo ora e a quale scopo? Con quali prospettive di miglioramento? Si, servono soldi, soldi veri e tanti per costruire da zero un mercato (quello della DC) che in Italia non esiste. Per ora c'è solo da prendere atto che Superman è stampato nella ridente cittadina di Afragola (in provincia di Napoli!). Riguardo, infine, allo scandalo di pochi giorni fa, se la decisione di non querelare per motivi di salute si ispira ad un pietismo tutto italiano (che, comunque, in questo caso è fuori luogo, attese le dimensioni del fatto stesso), lo stesso non vale per gli altri (ci sono decine e decine di pagine di screenshot con contenuti vari caratterizzati da precisi contenuti di rilevanza penale). Non si può pensare di andare su un forum e diffamare personaggi pubblici e privati, identificati e/o identificabili e pensare di andare esenti da responsabilità legali (per tacere poi dei profili per i quali si può procedere d'ufficio). C'è un vantaggio rispetto a qualche anno fa: l'inglese non è più una lingua misteriosa per molti. Comprare i volumi monografici su Amazon.com o Bookdepository non è più una scelta incomprensibile. I fan italiani si consolino con questo: Superman e Batman continuano ad uscire negli Usa, perchè, al di là dei vari licenziatari (grandissimi o microscopici), è sempre la DC l'editore di riferimento e si può comprare direttamente da Essa.
avatar Skalda
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Faccio umilmente presente alla redazione di FdA che Stefano Priarone non era un membro della Associazione Culturale Double Shot, ma della Associazione Culturale Prospettiva Globale.
Spero che questo non stia a significare che ProGlo debba retrocedere, perché al momento ci barcameniamo in serie D (la vecchia "dilettanti").

In ogni caso il riferimento alla Samp è una stilettata al cuore, in questo periodo in cui noi blucerchiati dobbiamo accontentarci di calciatori provenienti dal (degnissimo) campionato rumeno.
Forse non casualmente anche ProGlo sta facendo scouting da quelle parti.

Saluti
avatar Ricky
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Il campionato rumeno non è "degnissimo", ma totalmente inconsistente. I soldi sarebbero investiti meglio in calciatori italiani, anche delle leghe inferiori, ma pur sempre italiani, perchè, alla fine, la scuola italiana ha portato a casa 4 campionati del mondo. Un'Associazione culturale?!!! Che cos'è una associazione culturale??????? Se per un momento pensiamo alla bravura mostruosa di un Marco Marcello Lupoi, di un gigante come Luca Scatasta o Max Brighel (ambito Marvel), o a un Alessandro Bottero, Andrea Materia (ambito DC), l'unica cosa da dire, sempre in termini metaforico-calc istici, è che i migliori giocano fuori. Portarli dentro costa tanto e poi, poi, come fanno alla DC a prendere simili decisioni? Dico, in Francia i loro diritti sono stati affidati ad un gigante del calibro della Dargaud e in Italia dobbiamo accontentarci di... Superman, Flash, Wonder Woman, ecc. stampati in una tipografia di Afragola (NA)???? Come può un DC fan non sentire la mancanza della Planeta (per le dimensioni economiche) e della Play Press (per la cura e la qualità editoriale)? Dico, ma qualcuno ha letto la traduzione dei numeri zero? E qualcuno ha ancora il coraggio di dire che quelle Planeta non erano all'altezza? L'unico dato certo per il DC fan italiano è che l'editore di riferimento è e resta la DC (anche se in ambito Image Comics stanno uscendo fuori delle cose molto interessanti, sempre che qualche editore lungimirante, con buoni mezzi e tanto coraggio voglia investirci qualcosa).
avatar LoneWolf
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Per quanto insoddisfatto della gestione Planeta ero a dir poco perplesso quando la scorsa estate ho letto che i diritti DC/Vertigo in Italia sarebbero finiti ad un editore ancora inesistente come RW-Lion, mi sono un po’ tranquillizzato quando ho saputo che dietro di loro c’era una realtà come Alastor.

Ora però non mi pare proprio si sia partiti col piede giusto, forse per qualcuno sarò un bimbominkia, ma resta il fatto che non si può proporre in fumetteria volumi a 14 euro con delle pagine di carta velina come nel caso di Transmetropolit an, hanno detto che la grammatura in futuro aumenterà, bene, ma non si sa da quando, ed intanto continuano ad uscire volumi con quella carta e ce li dobbiamo tenere. Un bel gesto sarebbe ristamparli...
avatar Ricky
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Mi spiace contraddirti, ma se leggi con attenzione l'articolo di cui sopra, ti renderai conto che il fatto che tu ti ritenga "un po' tranquillizzato" difficilmente può essere condiviso. Se l'esperienza ha ancora un valore, è difficile pensare che una certa attività possa essere efficacemente svolta da soggetti che fino al giorno prima si occupavano d'altro sullo stesso livello che potrebbe garantire un altro soggetto che si è sempre occupato di quella attività. Inoltre, come è stato anche chiarito più volte, la struttura o parte di essa che prima si occupava dell'adattament o degli albi DC al mercato italiano è stata fusa nella nuova realtà (nuova per modo di dire, visto che si tratta, in sostanza, della stessa azienda o di soggetti che ruotano nel suo ambito di esclusiva). Capirai, quindi, che i motivi per essere "un po' tranquillizzati" non esistono o se esistono, rientrano solo nell'ambito della tua opinione.

Poi una cosa non è chiara nel tuo messaggio: nella prima parte ti dichiari "un po' tranquillizzato", nella seconda dici che non si è partiti con il piede giusto. Quindi, sulla base di cosa ti senti tranquillizzato? Nono so se hai letto i numeri zero, ma, a mio modesto parere, il livello delle traduzioni non può essere ritenuto sullo stesso piano di quelle della concorrenza o di quello che altre realtà, precedenti e susseguenti, avrebbero potuto garantire. No, non ci siamo. Il livello qualitativo generale di queste edizioni presenta diversi punti di criticità. Quindi, oltre ai supporti (tipo carta velina, come dici tu), ci sono precisi punti dei contenuti che destano tante perplessità e fanno capire, in generale, che rispetto alla realtà precedente, è stato fatto un gigantesco passo indietro. Se ti ricordi bene, la Planeta ristampo' alcuni dei primi numeri de "Le Avventure di Superman" in cui c'erano tanti errori. Ma la Planeta aveva anche le "risorse" per permettersi un gesto del genere. La nuova realtà, da questo punto di vista, rappresenta una vera incognita. In definitiva, non comprendo sulla base di cosa ti senti "un po' tranquillizzato" per il nuovo corso. Anzi, se del caso, proprio per i motivi che hai sollevato, dovresti essere tutt'altro che "tranquillizzato".
avatar Marco Pellitteri
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Al di là di tutto, non ho capito cos'ha Ricky in contrario a che si stampino dei fumetti in una tipografia di Afragola (Na)...
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