Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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MAX BUNKER – ALAN FORD – LIBRO QUATTRO (OSCAR INK)


bunkerdi  FRANCESCO CECCAMEA

Quarto volume antologico (dei sei iniziali messi in programma) dedicato alla riscoperta delle origini di Alan Ford. Iniziativa benemerita della nuova collana Mondadori dedicata ai fumetti (Oscar Ink) che permette di riscoprire uno dei momenti più significativi della storia del nostro “nuvolare” più creativo. Il sodalizio tra l’autore Max Bunker e il disegnatore Magnus è al suo apice in queste sei avventure del gruppo T.N.T. che vanno dal gennaio al giugno 1971. E scorgendo titoli come “Bombafobia”, “La paura fa spavento” viene da pensare a quanto le apparentemente innocue vicende di Alan Ford possano esser state esorcizzanti verso la follia e la paura dei tempi in cui uscirono. Negli anni del terrorismo nostrano, Bunker e Magnus si giocavano con il fuoco vero. E a distanza di tanto tempo sorprende la freschezza dello stile, l’ironia e l’audacia di un fumetto che apparentemente sembra solo una parodia fracassona dei thriller spionistici anglofoni ma che in realtà è una raffinata sfida alla tensione imperante nelle strade italiane e un crossover senza precedenti in grado di far coesistere horror, mistery, commedia e azione con grandissima disinvoltura. Il 1971 è un anno poco considerato ma che in realtà ha registrato una serie di sommovimenti politici e sociali alla base dei futuri stravolgimenti che tutti conosciamo. Di sicuro il genitore di Alan Ford, con l’arma della dissacrazione e del sarcasmo riesce a smaltire l’aria soffocante che si doveva respirare, “camminando sulle uova con cautela” (parole sue) e arrivando a strappar sorrisi sui volti dei giovani arrabbiati e cupi di quei tempi. “La vita ingenua vissuta da diseredati entusiasti” fa notare giustamente lo stesso Max Bunker (Luciano Secchi) nell’introduzione al volume, “convinti nel loro intimo che li aspettava senz’altro una vita migliore, si scontrava con una realtà che aveva preso il nome di terrorismo. Fare dell’ironia su certe situazioni non solo è difficile, ma anche pericoloso perché si corre il rischio di venire fraintesi. Comunque, il discorso dei riferimenti era mitigato e camuffato con le liti della quotidianità di un gruppo di personaggi ancora alla ricerca di una loro dimensione”.

Grazie alla sua irresistibile ironia, leggere le avventure del gruppo T.N.T. è quanto mai utile anche oggi, per aiutare molti italiani a sfangare la difficile situazione lavorativa che sono costretti a vivere. L’amara condizione delle spie meno pagate e più sfruttate di sempre rimpolpa il buon umore di chi la mattina si alza alle quattro e affronta lunghi viaggi in treno per andare a rischiare la vita in posti di lavoro non meno sgangherati e schiavizzanti del quartier generale gestito dal vetusto ma indistruttibile Numero Uno.

Nelle sei storie antologizzate in questo quarto volume, assolutamente imperdibile è la versione alternativa che il capo della T.N.T. fa dell’Iliade di Omero, (in quanto testimone informato dei fatti, ovviamente). Lui c’era e convinse il poeta a mettere per iscritto le vicende di Elena, Achille ed Ettore, così da farci bei soldoni. Oggi Alan Ford sembra innocuo, grazie ai buffi e grotteschi personaggi ideati da Max Bunker, ma va fatto notare il cinismo di alcune situazioni (l’agente Rock non esita a vendere il cagnolone Cirano al primo cacciatore che passa, nonostante tra i due vi sia il classico rapporto contrastato che dovrebbe in fondo significare amore inseparabile) mentre i nemici sia pur in maniera buffa muoiono fatti a pezzi e sforacchiati. Alan Ford si innamora per la prima volta (nell’episodio Frit, Frut) ma l’ingrato regime di impegni a fil di morte con la T.N.T. lo tengono lontano dalle calde labbra della giovane analfabeta Linda, quasi quanto le sue viscere da un pasto vero e proprio. Non c’è tempo per i sentimenti e per i languori di nessun genere nel mondo di Bunker e Magnus. Al tempo di questi sei albi il successo vero di Alan Ford non era ancora arrivato, però le cose iniziavano a maturare. “C’era nell’aria una certa qual sensazione di attesa” scrive sempre Bunker nell’introduzione e in effetti qualcosa di entusiasmante stava per accadere. Dopo il fiasco iniziale e il tiepido seguito di consensi, i lettori iniziavano a prendere le misure e invaghirsi sul serio del Gruppo T.N.T. Ancora oggi quell’amore è ben corrisposto.

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