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N.O.X., ambientazione continentale e fanta-geopolitica

nox01di Errico Passaro*

La letteratura e il fumetto di genere, e, in particolare, quello di spionaggio, hanno avuto per decenni ambientazioni e personaggi anglosassoni, in omaggio a un’esterofilia apparentemente inguaribile. Da qualche tempo, stanno prendendo piede trame narrative che si ambientano in luoghi diversi da quelli esotici a cui siamo abituati, popolate di personaggi che non si chiamano necessariamente “Jack”, “John” o “Jim”. N.O.X. – Squadra Speciale Europa, fumetto a puntate scritto da Alessandro Bottero e pubblicato da Star Comics, va in questa direzione. Nelle intricate “spy-stories” tradizionali la parte del leone l’hanno sempre fatta le grandi potenze Usa e Urss, con il Medio Oriente a far da comprimario; qui – ed è il tocco di originalità dell’operazione editoriale di Bottero – anche la vecchia Europa vuole fare la sua parte mettendo in campo una squadra di militari addestrati (N.O.X., appunto) che protegga i suoi interessi.

Noi che siamo abituati a immaginare all’Unione europea come a un gigante zoppo, affardellato di burocrazia e succube della diplomazia e del volume di fuoco americano, rimaniamo sorpresi a vedere l’efficienza di questa unità scelta e il protagonismo dei suoi mandanti politici. «L’Europa non esiste», scrive Bottero. «È un insieme di egoismi. Decine e decine di Stati che litigano, che puntano a strappare vantaggi per sé e non per il bene comune…e invece l’Europa esiste. Malgrado tutto. Potremmo dire malgrado sé stessa. Esistono coloro che cercano di darle leggi comuni, regole condivise. A volte il processo è lento, lungo, estenuante ma necessario. Ed esistono anche coloro che hanno protetto e proteggono tutt’ora l’Europa. I volti cambiano, ma la sostanza no, perché il mondo non è il parco-giochi sotto casa. Il mondo è una cosa seria e a volte, troppe volte, drammatica».

I nemici di questa Europa non sono solo le piccole e grandi entità statali, con i suoi dispositivi militari e le centrali di “intelligence” doppiogiochiste, ma più ancora i cartelli criminali e i fondamentalismi religiosi che operano su scala globale, in un intreccio di cospirazioni, scandali pedopornografici, traffici di armi, attentati che richiamano eventi realmente accaduti come i fatti di Breslan. Come ha dichiarato  l’autore, parafrasando Clauswitz, «la geopolitica è la continuazione della guerra con altri mezzi», nel tentativo di regolare uno scenario caotico in cui, dietro le quinte, succedono fatti sconvolgenti di cui non si viene a sapere nulla o di cui vengono offerte in pasto all’opinione pubblica versione edulcorate. Le cose non sono  mai come appaiono, in questo “tourbillon” di avventure segrete fra Roma, Bruxelles e l’Uzbekistan.

Tecnicamente, ci troviamo di fronte a una miniserie con una trama principale a garantire la continuità narrativa ed una sottotrama auto concludente di episodio come nei telefilm di ultima generazione. Gli albi sono in formato Bonelli. I testi sono da manuale, ricchi di fosforo e insieme di adrenalina, con trame ben imbastite, didascalie insolitamente corpose e scambi di battute vivaci e realistici, momenti di azione e parentesi romantiche, sparatorie e raid accanto a convegni segreti e missioni a basso profilo. I disegni potrebbero essere migliori, ma chi vi scrive è particolarmente esigente da questo punto di vista e il suo parere vale fino ad un certo punto, al di là dei gusti personali, appaiono  in ogni caso, funzionali le illustrazioni di Matteo Giurlanda, soprattutto nella rappresentazione dei contesti metropolitani, mentre sono da perfezionare quelle di Cosimo Ferri. I personaggi (un italiano, un portoghese, una irlandese, una estone, un greco e un rumeno) presi singolarmente, hanno fatto gridare al clichè in Rete, ma, osservati nelle loro interrelazioni psicologiche e sentimentali, si rivelano interessanti e sembrano destinati ad acquistare spessore di albo in albo. Protagonisti veri, per niente stereotipati, a dispetto di qualche ingeneroso giudizio nei blog specialistici…uomini e donne dal passato non limpido, provenienti da ogni angolo di Europa… nè buoni né cattivi…eroi fragili, umani, contradditori, a volte ambigui, a testimoniare il relativismo culturale che domina la narrativa di genere degli ultimi anni e che ha sostituito le opposizioni manichee che una volta informavano il giallo, la fantasia eroica e, appunto, la storia di spionaggio. Il genere dello spionaggio è stato poco battuto dalla editoria italiana.

Finora. Bottero lo porta nel mondo dei “comic” con risultati lusinghieri. N.O.X. si legge che è un piacere, ma non si può chiedere ad un fumetto più di quello che il formato e le regole del “medium” consentono. Confidiamo, comunque, che il prodotto migliori ulteriormente dopo la fase di rodaggio, venendo incontro sempre di più alle aspettative di un pubblico molto severo (se non schizzinoso).

Noi ci crediamo.

*Questo articolo è apparso sul quotidiano Il Secolo d'Italia del 15 ottobre 2011. Per gentile concessione dell'autore.

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