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L'editoriale - Edizioni BD centra l’obiettivo con i fumetti Archie Comics

bddi Alessandro Bottero. Tempo fa parlavamo del rinnovamento dei fumetti Archie Comics, suggerendo che in quelle serie, tipicamente snobbate dalla critica, si potessero affrontare temi e argomenti molto più adulti e interessanti della pletora di fuffa multidimensionale/reboot/"cambio tutto e faccio casino per far vedere come sono figo" che sono diventati i fumetti di super eroi. Nei fumetti della Archie Comics si parlava di social, di dipendenza dalla tecnologia, di accettazione del diverso e di matrimoni gay, il tutto inserito in fumetti di vita quotidiana, senza tortuose elucubrazioni Vertighesche. Bene, il percorso di rinnovamento è andato avanti e ha portato a una rifondazione a livello grafico e narrativo di tutto l’Archie-verso, con risultati a dir poco eccellenti. La serie Afterlife with Archie, ossia la versione zombie dei fumetti di Archie e amici, con una Riverdale messa a ferro e fuoco dagli Zombi, e un clima generale mutato più dai grandi capolavori di Romero che dalla più recente versione di Kirkman, è un capolavoro. E il giudizio è rafforzato dal fatto che Aquirre-Sacasa, sceneggiatore della serie non si è limitato a mixare zombie & Archie per un mordi e fuggi da prendi i soldi e scapa, ma ha costruito una storia che attinge profondamente dall’immaginario Lovecraftiano e horror a tutto campo. Il primo volume pubblicato dalle edizioni BD raccoglie i numeri 01- 05 della serie (ferma al numero 10 negli USA) ed è assolutamente da leggere. Assieme a questo gioiello in occasione di Lucca Comics 2016 le Edizioni BD hanno presentato altri tre volumi dedicati all’Archie-Verso, ossia Le Terrificanti Avventure di Sabrina la strega adolescente, altra chicca horror che non ti aspetti e che ti lascia più che soddisfatto e due volumi che raccolgono i primi numeri delle serie più normali dedicate ai personaggi principali, ossia Archie (il perno attorno a cui ruota tutto l’Archie-Verso) e Jughead (il suo miglior amico).

Archie per anni è stata considerata una serie a fumetti del tutto scema, una tipica americanata che presentava storie inconcludenti dedicate ad un gruppo d i ragazzi che vanno al liceo di Riverdale – Archie i suoi amici – cittadina immaginaria, simbolo della provincia americana. Certo, la critica avrebbe dovuto capire che è molto più difficile scrivere storie umoristiche che facciano divertire, piuttosto di pipponi pseudo adolescenziali con riflessioni pessimiste sul mondo e sull’amore, ma si sa…. la fascinazione dei critici verso chi usa parole con più di tre sillabe è proverbiale e quindi basta che un autore di fumetti butti in mezzo al testo termini leggermente più raffinati o polisillabici per far gridare al nuovo genio letterario del millennio. Rende un servizio migliore all’umanità chi realizza una storia divertente ben costruita di chi sbrodola pagine e pagine di deliri pseudo scientifici.

Ma torniamo a noi. I fumetti di Archie sono sempre stati considerati da editori e critici come - diciamolo pure – merdine per bambini scemi. E quindi snobbati alla grande, senza rendersi conto che autori del calibro di John Byrne o Gene Colan hanno realizzato storie assolutamente deliziose, per non parlare poi di Dan DeCarlo, un maestro del comics USA.

Sia quel che sia Archie era ignorato. Poi è successo che più o meno dal 2010 la casa editrice ha intrapreso un’opera di rimodellamento lenta, profonda e incisiva, culminata nel restyling totale di questi ultimi anni. Ovviamente il pregiudizio verso i fumetti della Archie perdurava e siti, blog, forum non ne parlavano. Fortunatamente ogni tanto tra le case editrici italiana accade di trovare delle teste pensanti capaci di andare al di là dei soliti nomi Marvel o DC Comics. Le Edizioni BD ha colto al volo l’occasione e ha deciso di dare una possibilità a questo nuovo esperimento proveniente dagli USA. In un certo senso è la stessa cosa che sta facendo la Star Comics con la Valiant, ossia tentare di captare le novità slegate dal duopolio Marvel/DC Comics, e proporle ai lettori italiani.

Non so se le Edizioni BD ci riusciranno, non so se questo tentativo proseguirà oltre i primi volumi pubblicati. Ovviamente lo spero e me lo auguro, quanto meno perché così così si potranno leggere gli altri numeri di Afterlife with Archie che - credetemi – sono eccezionali ma tutto è legato, come sempre, alle vendite.

Spesso leggo e sento lettori lamentarsi del fatto che non ci sono più bei fumetti da leggere, che ormai Marvel e DC Comics sono incomprensibili, che manca la varietà, che i supereroi sono ormai estenuati.

Forse sono tutte cose vere (io adoro sempre e comunque i super eroi, ma non sono certo un lettore tipico) o forse no. Comunque sia quel che sia se ci sono editori che provano a proporre cose diverse – cose diverse e BELLE - e poi se le devono dare sui denti perché i lettori non le comprano, allora di chi è la colpa se non c’è varietà nell’offerta? Di chi propone o di chi si lamenta ma poi resta appiccicato a quello di cui si lamenta?

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